CLEOPATRA -LA STORIA DI UNA GRANDE STRATEGA

Molti sono stati i viaggi alla ricerca delle terre di Cleopatra, al punto di spingersi fino in Grecia, perchè questa regina dell’antico regno d’Egitto discendente di Tolomeo era di origini greche, della Macedonia. Quel Tolomeo che insieme ad Alessandro Magno conquistarono l’Egitto, dove preso il controllo della regione instaurò la dinastia tolemaica segnando l’inizio dell’era ellenistica. Questo consentì a Cleopatra di regnare in Egitto insieme al fratello dal 69 al 30 a.C., e sembra sia stata la prima faraona della sua dinastia a imparare la lingua egizia.

Quante leggende ricoprono questa donna raccontata come una “sirena” seduttrice che si uccise per amore di Marcantonio, ma fu davvero così?

Da anni amiamo ricercare informazioni per scoprire chi era veramente Cleopatra, ed ogni volta che vedo i cieli d’Egitto scopro che ancora oggi c’è quel mistero che lei custodì per tutta la vita. Ti compare accanto quando la invochi e accompagna lungo quelle stesse vie che amava percorrere, quasi a sfuggire da un destino che non voleva essere una leggenda. La sua vita la conosceva solo lei, ma era molto più facile creare quell’alone di lussuria che la definiva predisposta a relazioni frivole. Le sue relazioni non erano frivole, ma unioni ufficiali approvate dai sacerdoti. Che poi conoscesse le arti della seduzione è molto probabile, d’altronde conduceva la gestione del governo che le era stato affidato con estremo garbo e innata intelligenza, abile e convinta che non avrebbe mai tradito il suo Paese.

Cleopatra fece uso delle sue arti seduttrici con Giulio Cesare, trent’anni più vecchio di lei, quattro mogli e innumerevoli amanti, anche chiamato “l’adultero calvo” perché amava ogni donna che gli si offriva. Ma anche Marcantonio, più giovane della regina di 14 anni, non era di meno, ben noto come un vero dongiovanni. Di qui l’ipotesi che Cleopatra non si uccise per amore di quest’ultimo, ma per sottrarsi alle umiliazioni che le avrebbe imposto il vincitore.

La leggenda di questo amore appassionato resistette per oltre duemila anni, soprattutto perchè poeti e drammaturghi esaltarono il fisico avvenente di Cleopatra, quasi a voler rinnegare la sua intelligenza e il suo coraggio. Noi invece vogliamo vedere le sue gesta. Fu una donna d’ingegno e piena di risorse, una regina che ha lottato per tutta la sua esistenza al fine di impedire che il suo Paese fosse confiscato dai Romani.

Cleopatra nacque nel 68 a.C. , aveva solo 18 anni quando divenne regina insieme al fratello Tolomeo XIV appena dodicenne. Quest’ultimo non soddisfatto del ruolo secondario, e aiutato da cortigiani traditori più anziani, costrinse la sorella all’esilio in Siria. Cleopatra non attese un solo secondo, riunì subito un esercito e si mise in marcia attraversando il deserto per riconquistare il trono. Una donna dai caratteri forti che secondo la raffigurazione in alcune monete risultava avere il naso accentuato e le labbra finemente cesellate. Forse la descrizione più fedele è quella di Plutarco, il quale riporta le sue sembianze attraverso le descrizioni di un medico che conosceva i cuochi reali: “Cleopatra non era poi così notevole da far sì che nessun’altra potesse essere paragonata”. Ma la sua conversazione affascinava e ogni sua parola risultava acuta e fine allo stesso modo…parlava sei lingue, conosceva storia, letteratura e filosofia greca. Ma ciò che più si stimava di lei era un’abile negoziatrice con capacità da stratega.

Conquistò Cesare con uno stratagemma, avvolta in un rotolo di tappeti eluse il fratello usurpatore e si fece portare nei suoi appartamenti, con questa dimostrazione di coraggio Cesare decise di rimetterla sul trono che le spettava…dopo poco tempo però rimase incinta. Fu durante la gravidanza che decise di impressionare il suo consorte facendogli vedere le ricchezze dell’Egitto. Diede ordine di allestire una spedizione lungo il Nilo e costruire una casa galleggiante capace di percorrere il fiume, dove scortata da 400 imbarcazioni inizio il viaggio con truppe e rifornimenti.

Rientrati ad Alessandria dette alla luce il figlio Cesarione, che in greco significa “piccolo Cesare”. Per Cleopatra sembra che quello fosse il seme dell’ambizioso progetto di fondere Roma con l’Egitto in un unico impero, che sarebbe stato dominato unicamente dai loro discendenti.

A seguito Cesare partì per operazioni militari in Asia Minore e Africa Settentrionale. L’anno successivo entrò a Roma trionfante con Cleopatra e Cesarione.

Una volta stabilita nella sua villa romana, Cleopatra fece venire da Alessandria i suoi incisori con lo scopo di migliorare le tecniche della zecca di Roma, inoltre suggerì a Cesare di chiedere ai finanzieri egiziani come redigere un programma fiscale dell’impero. Chiese perfino ai suoi astronomi di riformare il calendario romano, quello su cui è fondato l’attuale. Fu innalzata una statua in un nuovo tempio dedicato a Venere e Cupido, e non ci è difficile comprendere perché Cesare volle Cleopatra con suo figlio in braccio.

Ma tutto questo piaceva a Roma e ai suoi senatori? Alle idi di marzo, esattamente venti mesi dopo l’arrivo di Cleopatra, Cesare venne assassinato. L’impero rischiava di perdere la sue origini.

Ci si chiede ancora se la decisione di Cleopatra di rientrare in Egitto fu perché invitata a farlo. Fatto sta che nei tre anni successivi la lotta per i potere trascinò Roma ad una feroce guerra civile dove i contendenti cercarono il suo aiuto, ma lei preferì attendere.

Quando la battaglia di Filippi dette a Marcantonio il dominio della parte orientale dell’impero di Roma, invitò Cleopatra ad andarlo a trovare. Lei attese diverso tempo prima di salpare con destinazione Tarso dove attese Marcantonio sulla nave. Fece di tutto per averlo suo ospite e gli presentò uno spettacolo abbagliante: i remi della galea scandivano il tempo di un concerto di flauti e arpe, le funi erano manovrate da belle schiave abbigliate da grazie, mentre degli incensieri disperdevano profumi esotici. Cleopatra al centro di tutto era sdraiata su un baldacchino vestita da Venere con cupidi che le facevano vento. Il suo intento però non era quello di conquistare Antonio, ma di impressionarlo con le innumerevoli ricchezze d’Egitto, facendo apparire il suo Paese come un alleato potente.

Antonio si trasferì subito ad Alessandria e vi rimase tutto l’inverno, riparti in primavera, circa sei mesi prima che Cleopatra desse alla luce i loro due gemelli, e non lo rivide per i successivi quattro anni.

In questo periodo Cleopatra non si perse certo d’animo, rafforzò le difese d’Egitto, la flotta, e accumulò ori e armamenti. Quando Antonio le chiese di andargli incontro in Siria lei si presentò come l’abile negoziatrice quale era. Ottenne un trattato tanto vantaggioso che le permise di rientrare di tutti i territori, diventati nel frattempo province romane, che i Faraoni avevano posseduto 1.400 anni prima. Questa sua caparbietà porto Antonio a chiederle di sposarlo. Aveva 33 anni quando sempre con Antonio si imbarcò in una guerra contro i persiani, ma dovette lasciare il campo in quanto rimase nuovamente incinta.

Antonio trovandosi in forte difficoltà le chiese di aiutarlo perché il suo esercito era stato fatto a pezzi, ed è così che Cleopatra, con denaro, rifornimenti e armi andò in suo aiuto.

L’anno seguente, siamo nel 35 a.C. Cleopatra cercò di convincere Antonio a rinunciare all’invasione della Persia, perché doveva concentrarsi a rovesciare il loro vero nemico, Ottaviano, nipote di Cesare e legale erede di Roma che dominava l’intero Occidente.

Iniziò la Guerra, ma nel tardo pomeriggio del 2 settembre, siamo sempre nel 31 a.C. tutto crollò. Non si capì mai perchè Antonio, – con un esercito superiore -, avesse permesso che lo scontro si trasformasse in una battaglia navale, e soprattutto non si capì perché Cleopatra ancor prima di vedere l’esito dello scontro avesse deciso di rientrare in Egitto con tutta la sua potente flotta composta da 60 navi da guerra.

Tornata in patria cercò di soffocare il malcontento generale, e si adoperò a rafforzare i legami con i Paesi confinanti spostando tutte le sue navi dal Mediterraneo al Mar Rosso, un’impresa sbalorditiva, sbalorditiva perché tutte le navi dovevano attraversare il deserto trasportate da uomini? Ecco un’altro grande segreto ingegneristico dell’antico Egitto.

Ottaviano entrò in Alessandria da vincitore ed Antonio si uccise. Mentre Cleopatra fu avvertita che se si fosse uccisa, i suoi figli sarebbero stati condannati a morte.

Nonostante Ottaviano tentasse di nascondere il suo successivo piano, quello di portare Cleopatra in catene a Roma per poi giustiziarla, lei percepì l’intento di Ottaviano, e chiese in maniera audace, come lo era sempre lo stata, di visitare la tomba di Antonio, ciò le consentiva di mettersi in contatto con sudditi fedeli mentre percorreva le strade con la lettiga: aveva qualcosa da raccomandare.

Tornata ai suoi appartamenti fece i bagno, e più tardi trovata morta dagli ufficiali romani. Da quanto si narra sembra si sia fatta mordere da un aspide portato di nascosto in un paniere di fichi.

Quando a Roma si festeggiò la conquista dell’Egitto per mano di Ottaviano, una statua di Cleopatra con un aspide che avvolgeva il braccio fu esibita lungo le vie di Roma. Cesarone fu ucciso e gli altri figli umiliati a seguire il corteo.

Fu allora che i poeti romani per adulare il vincitore diffusero il mito di Cleopatra come una donna malvagia, ma soprattutto regina d’Egitto e non di Roma. Quel mito che resiste fino ad oggi denuncia un modo di voler raccontare molto spesso le cose solo per interesse e senza una vera analisi dei fatti, come tutt’ora succede.

Le 10 caratteristiche di leadership 

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