OSSERVATORIO DELLE MAMME CHE LAVORANO – NEWSLETTER 2 DEL 13 LUGLIO 2020

LE DONNE SONO IL 55,4% DEGLI ISCRITTI AI CORSI DI LAUREA, IL 57,1% DEL TOTALE DEI LAUREATI E IL 49,4% DEGLI ISCRITTI AI CORSI DI DOTTORATO ED IL 50,5% DEL TOTALE DEI DOTTORI DI RICERCA. ANCORA OGGI PERÒ SOLO IL 38,4% DEI PROFESSORI ASSOCIATI E APPENA IL 23,7% DEI PROFESSORI ORDINARI È DONNA.
UN SOFFITTO DI CRISTALLO ROBUSTISSIMO!

NONOSTANTE LA META’ DELLE DONNE SI ISCRIVE ALL’UNIVERSITA’ E SI LAUREA SOLO MENO DI UN TERZO ARRIVA ALLA CATTEDRA DI PROFESSORE ORDINARIO.

Partiamo da alcuni fatti ben precisi ed attuali che disegnano un quadro della situazione della parità di genere all’interno del mondo universitario italiano:

  •  le donne rappresentano stabilmente oltre la metà della popolazione studentesca universitaria italiana;
  •  sebbene siano ancora poche le studentesse che scelgono le “scienze dure”, l’Italia vanta una percentuale di donne che hanno conseguito il dottorato di ricerca in Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica superiore alla media europea;
  •  nell’ambito della carriera accademica, alla concentrazione di donne solo in alcune aree tematiche (scienze umane) si aggiunge anche quella in ruoli non apicali;
  •  il personale tecnico-amministrativo, composto in maggioranza da donne, presenta analoghe dinamiche rispetto alle carriere accademiche. Il grafico che segue mostra chiaramente che all’evolvere della carriera accademica corrisponde l’apertura di una ‘forbice’ per ciò che riguarda la parità di genere. Si parte alla pari ma all’arrivo la metà delle donne si perde e questo sia nelle facoltà umanistiche che in quelle scientifiche o tecnologiche. È il cosiddetto fenomeno del ‘soffitto di cristallo: si vede il piano superiore ma non si riesce ad accedervi:

L’Ufficio Statistico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica ha appena pubblicato uno studio “Le carriere femminili in ambito accademico” che ci offre un quadro della situazione molto preciso.
Ma c’è un dato emerso nella ricerca e che per molti versi sorprende e conferma una vera e propria barriera culturale rispetto alla parità di genere: anche nelle facoltà e negli indirizzi che vedono una prevalenza di frequenza femminile arrivati alle posizioni apicali troviamo una prevalenza maschile!

Nel grafico che segue possiamo vedere la distribuzione di genere tra i vari indirizzi accademici nell’ultimo anno rilevabile e cioè il 2018-2019:

Abbiamo ad esempio nel cosiddetto ambito ‘Humanities and the arts’ una percentuale di iscrizioni di donne del 77,8% e di laureate del 79%.
Quando arriviamo al dato che riguarda la percentuale di donne che ottengono in questo stesso ambito accademico la qualifica di ricercatori di tipo B (sono coloro che – se conseguono l’abilitazione al termine del loro contratto possono essere valutati dagli atenei per accedere al ruolo di professore associato ossia ad una posizione stabile con la possibilità di progredire verso la posizione apicale) vediamo la percentuale di donne crollare al 40,1%!

Questo dato è davvero indicativo della resistenza che esiste alla crescita delle donne verso le posizioni apicali.

Semmai ce ne fosse bisogno c’è un altro dato che può legittimamente farci parlare di ‘barriera culturale’ ed è quello relativo al personale tecnico-amministrativo: questo negli atenei italiani è composto in maggioranza da donne (59%). Nel 2018, il 73% del personale afferente all’area Amministrativa è di genere femminile (71% nel 2005) mentre nell’area Tecnica la percentuale scende al 37% (33% nel 2005). Nell’area della Dirigenza le donne sono in larga minoranza (38%!).

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